Vorrei…

feb
22

…vorrei sentire una canzone da brivido… di quelle che non ti aspetti che possano avere su di te quell’effetto, che ti prendono lo stomaco e ti fanno venire la pelle d’oca. Quelle che passi la settimana successiva al primo ascolto con la funzione ripetizione impostata nell’ipod con le cuffie nelle orecchie a ricercare le sensazioni della prima volta, come con un amante, e che quando non la ascolti la senti comunque dentro di te… cantare.

La vita…

ott
21

…è bellissima.

Ascoltami…

ago
3

Riflettevo su che cosa significhi per me cantare e alla fine sono giunta alla conclusione che per me il canto sia come un grido.
Un grido di gioia e di dolore, un modo per confidare i miei segreti più intimi senza dover essere per forza io a trovare le parole con cui esprimermi.
Cantare, interpretare, sono per me necessari come mangiare o dormire, credo sia la mia natura. Forse mettersi una maschera, nel mio caso, equivale a togliersela; mi piace diventare un’altra, mi piace l’idea di poter essere me stessa con un’altra personalità, mi piace svegliarmi la mattina ed accorgermi di avere voglia di cantare.
So bene che non è facile comprendere il mio mondo interiore, ma sinceramente essere capita per me non è mai stato fondamentale, almeno non quanto il desiderio di essere ascoltata. Mi sono resa conto di come molte delle persone che ho incontrato nella mia vita abbiano interpretato la mia interiorità come qualcosa di imperscrutabile, qualcosa che non volevo condividere con nessuno se non con me stessa, ad un certo punto ero arrivata a credere che fosse davvero così ma in realtà avevo solo bisogno di trovare un mezzo per liberarla. C’è chi crede in me…

Io vi amo…

Insonnia…

gen
21

Si pensa meglio di notte… i pensieri sono più liberi.
Basta lasciare che scivoli via tutto ciò che è superficiale per vedere le idee nella loro essenzialità.
Le cose sono assolutamente più semplici di notte… forse perché quelle veramente importanti brillano e al buio si vedono meglio.

Spero solo di ricordarmi di questo al mio risveglio.

Una cosa per la quale vale la pena vivere

nov
24

Video Meraviglioso girato quest’estate alla Libera Università di Alcatraz dalla mitica Eleonora Albanese, ci siamo anche noi! Grazie infinite a Nora e Jacopo per tutto quello che ci hanno regalato in quei giorni.

Vivo e sorrido…

ago
31

Nuova luce nel mio Mondo.

Più ti guardo negli occhi più ho voglia di sorridere; finalmente riesco a vedere oltre, finalmente voglio reagire. Forse questa volta riuscirò a guarire e a non aprire più quelle ferite che ora, dopo anni passati a cercare di cancellare, osservo con distacco come si fa con una vecchia foto sbiadita e graffiata in cui mi osservo dall’esterno, come se non mi fosse mai accaduto nulla in prima persona.

Ora ripenso a tutti i momenti meravigliosi che ho vissuto con te ed è come riviverli ogni volta, vedo le immagini, i colori, sento i suoni e gli odori e sono felice… e sorrido.

Perché ora vivo… e sorrido.

kia09

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida
scorta per avventura tra le pietraie d’un greto,
esiguo specchio in cui guardi un’ellera e i suoi corimbi;
e su tutto l’abbraccio di un bianco cielo quieto.

E. Montale

Uno ti aspetta…

lug
8

“In qualche lontana città che non conosci e dove forse non ti accadrà di andare mai, c’è uno che ti aspetta… là dove si nascondono gli ultimi segreti della vita, giorno e notte resta aperta per te la porta del suo palazzo favoloso… Tu stenti qui la vita, vai vestito di grigio, perdi già i capelli, i conti alla metà del mese sono penosi. Sei uno dei tanti. Di anno in anno ambizioni e speranze si rattrappiscono. Quando incontri le belle donne, non hai più neanche il coraggio di fissarle. Ma laggiù, nella città di cui ignori il nome, un potente signore ti aspetta per toglierti ogni pena: per liberarti dalla fatica, dall’odio, dagli spaventi della notte… In qualche lontana terra, ma potrebbe darsi invece che sia molto più vicino. Forse il signore potente ti aspetta in una delle nostre città che tu conosci. Ma forse potrebbe essere più vicino ancora, a non più di cento chilometri, in una cittadina di provincia. Ci sono qui delle piazzette fuori mano dove i camion non passano: e ai lati sorgono certe anziane case piene di dignità con festoni di rampicanti…

Ma può essere anche molto più vicino, veramente a due passi, tra le mura della tua stessa casa. Sulla scala, al terzo piano, hai mai notato, a destra del pianerottolo, quella porta senza campanello né etichetta? Qui forse, per agevolarti al massimo, ti attende colui che vorrebbe renderti felice: ma non ti può avvertire. Perciò prova, la prossima volta che ci passi davanti, prova a spingere l’uscio senza nome. Vedrai come cede. Dolcemente ruoterà sui cardini, un impulso irragionevole ti indurrà ad entrare, resterai sbalordito… Ma tu non provi ad aprire, indifferente ci passi davanti, su e giù per le scale mattina e sera, estate ed inverno, quest’anno e l’anno prossimo, trascurando l’occasione… Tra le mura della tua stessa casa. Ma come escludere che sia ancora più vicino colui che ti vuole bene? Mentre tu leggi queste righe egli forse è di là dalla porta, bada, nella stanza accanto; se ne sta quieto ad aspettarti, non parla, non tossisce, non si muove, non fa nulla per richiamare l’attenzione. A te scoprirlo. Ma tu, uomo, non ti alzi nemmeno, non apri la porta, non accendi la luce, non guardi. Oppure, se vai, non lo vedi. Egli siede in un angolo, tenendo nella destra un piccolo scettro di cristallo, e ti sorride. Però tu non lo vedi. Deluso, spegni, sbatti la porta, torni di là, scuoti il capo infastidito da queste nostre assurde insinuazioni: fra poco avrai dimenticato tutto. E così sprechi la vita”.

Dino Buzzati

Immagine 5

Tempesta Cerebrale delle 4.05

giu
27

Svegliarsi arrabbiati non è salutare… perché la rabbia quando ti viene a svegliare alle 4.05 del mattino non lo fa dolcemente. No, la rabbia ti colpisce allo stomaco con forza in modo che tu non possa fare altro che alzarti dal letto, con il fiato corto e gli occhi lucidi per il colpo. Il brutto è che, quando apri gli occhi, non ha nessuno davanti a cui restituirlo…

E’ passata mezz’ora. Ci riprovo…

Ore 4.35

Odi et Amo

giu
17

Mi inquietano i sentimenti contrastanti che sono in grado di provare, l’idea di come l’odio più intenso possa essere alimentato da un sentimento che altro non può essere che un immenso affetto… vorrei cancellarlo, l’indifferenza renderebbe tutto molto più semplice. Eppure quando penso con odio a ciò che ho amato provo qualcosa, oltre a rabbia e tristezza, che non so definire, la sensazione di qualcosa che mi manca… qualcosa di antico, lontano, qualcosa che vorrei tanto avere indietro. Nostalgia? No, questa parola suona troppo mite, troppo blanda per una sensazione di questo tipo… Forse ‘brama’ si addice meglio a tutto ciò che vorrei ora ma non possiedo. Quel che so è che odio essere confusa… sempre che di ‘odio’ si tratti…

vladimir1

“Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.”

Catullo

…Senza Parole…

mag
27

Alla vita, amara come tu sai esserlo, o vita

Amara e dolce come tu sai esserlo…
tear